
“Esprimiamo un sentito cordoglio alle famiglie dei lavoratori per queste due giovani vite spezzate. – scrivono le organizzazioni sindacali – Un infortunio sul lavoro non è mai una fatalità: i tempi frenetici, la lunga distanza per raggiungere il cantiere sono una causa diretta di questo tipo di tragedie.
In un mondo del lavoro segnato dalla precarietà dei contratti, dal ricorso al lavoro sommerso ed irregolare e da ritmi forzati, è fin troppo evidente che gli infortuni sono anche una conseguenza diretta di certe scelte.
Nel settore dell’edilizia e in generale nel mondo del lavoro, sono troppi gli infortuni ed in particolare gli infortuni mortali. In questo periodo contraddistinto da una leggera ripresa del settore, l’impressione è che il tema della sicurezza sia ulteriormente scivolato agli ultimi posti delle priorità.
Noi ribadiamo con forza che bisogna mettere al centro il valore della vita e la qualità del lavoro.
La tutela e la prevenzione della salute e della sicurezza dei lavoratori, non può essere una variabile dipendente dal mercato, utilizzata per dare priorità assoluta al profitto.
Per tentare di dare una soluzione a questo problema, servono misure e comportamenti corretti che partano dalla prevenzione. I soggetti preposti, dovrebbero dare priorità all’applicazione delle normative sulla sicurezza, che spesso e volentieri rimangono scritte sulla carta e non vengono applicate concretamente durante le fasi lavorative.
Per costruire una seria politica della prevenzione è necessario inoltre che siano potenziati gli organici degli enti addetti alla prevenzione e ai controlli, per consentire loro di intervenire preventivamente fuori e dentro i cantieri”.