ROSSINI (FNP CISL): GLI INVESTIMENTI PUBBLICI
VANNO ADEGUATI ALLE DINAMICHE DEMOGRAFICHE
“Al processo documentato di invecchiamento della popolazione cittadina ed ai conseguenti problemi di diffusa fragilità – ha detto Alfonso Rossini, segretario provinciale della Fnp Cisl che sedeva al tavolo dei relatori assieme ai colleghi delle altre sigle sindacali – la città deve sapere rispondere con l’offerta di una rete integrata di servizi e prestazioni, articolati e collegati al territorio di vita delle persone.
RISORSE – In coerenza a questi obiettivi, nel bilancio comunale il volume delle risorse destinate alla spesa sociale va reso coerente con le dinamiche demografiche e l’evoluzione dei bisogni.
PROSSIMITÀ – Vanno inoltre perseguiti ulteriormente il coinvolgimento e la partecipazione delle diverse realtà e risorse della comunità civile e sociale allo scopo di realizzare quanti più servizi e prestazioni di prossimità.
Su questo orizzonte ci siamo mossi come Fnp-Cisl, insieme a Spi-Cgil e Uilp-Uil, nel confronto periodico con l’Amministrazione Comunale di Brescia allo scopo di dare efficacia alle politiche sociali per gli anziani.
METODO – Il “Il 3° rapporto sulla condizione anziana della città di Brescia” che documenta stato ed evoluzione della rete territoriale dei servizi per la terza età ed il rinnovo per il 2018 e il 2019 del Protocollo di intesa tra organizzazioni sindacali dei Pensionati e il Comune di Brescia sono il risultato di un metodo di confronto e di un dialogo produttivi e positivi che vanno continuati”.
DENTRO IL RAPPORTO
L’INDICE DI VECCHIAIA – La zona con l’indice di vecchiaia più alto è la Nord (quasi 233), mentre quella l’indice minore è la Centro (170), seguita dalla Sud, Est e Ovest.
Rispetto ai quartieri, il contesto più giovane è rappresentato da Sanpolino (indice pari a 63), seguito dal Centro Storico Nord (Indice 112, quasi il doppio di Sanpolino), mentre il contesto più “vecchio” è costituito da Casazza, che vede la presenza di 313 anziani ogni 100 giovani.
ANZIANI, TRA SOLITUDINE E FELICITÀ – La zona Nord della città presenta il più alto numero di anziani soli. Gli anziani potenzialmente fragili in termini sociali e sanitari nella città – ovvero gli ultra 85 anni soli – sono oltre 4.000.
Sulle 95.000 famiglie della città, oltre 35.000 (il 37% del totale) vedono la presenza di almeno un anziano. La tipologia è costituita in primo luogo da donne sole (34%), seguita da coppie sole (29%) e
maschio solo (11%): le tre tipologie sommate raggiungono il 74%.
PROSPETTIVE – C’è un progressivo incremento della speranza di vita: a Brescia vivono oggi 92 centenari. I figli del baby boom, che oggi hanno tra i 50 e i 60 anni, incrementeranno nei prossimi anni la fascia degli anziani e dei grandi anziani. Le previsioni di invecchiamento dei prossimi decenni rendono necessario rianalizzare il sistema dei servizi per la terza età.
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