
Sono una cinquantina i posti di lavoro a rischio. L’assemblea ha anche affidato ai rappresentanti sindacali la richiesta di un incontro immediato con il Comune di Brescia e con il Commissario straordinario per la bonifica dell’area industriale.
Con la chiusura dell’attività si apre un serio problema occupazione ma anche ambientale. Per molti decenni nell’area dello stabilimento, molto più vasta di quella occupata dall’attuale azienda, è stata attiva la produzione di fitofarmaci, pesticidi e PCB.
“Oggi la Caffaro – si legge in una nota dei sindacati – produce solo prodotti per la sanificazione per le acque e garantisce il mantenimento del basso livello della falda che diversamente porterebbe ad un drastico aumento dell’inquinamento, oltre al controllo, al monitoraggio e alla sicurezza sugli impianti dismessi e non ancora bonificati”.
La decisione dell’azienda di chiudere la produzione a Brescia è legata ad un costo dell’energia superiore ad altre realtà ma soprattutto ai costi indotti dell’area evidenziati dai sindacati stessi, quelli del pompaggio e della bonifica dell’acqua inquinata.