
CISL: NON SI PROCEDA CON L’AUTOMATISMO
“Abbiamo più volte richiesto al Governo di non procedere nel 2019 con l’ automatismo che lega l’ aspettativa di vita all’età pensionabile – ha dichiarato in proposito Maurizio Petriccioli, il segretario confederale della Cisl responsabile delle politiche previdenziali – perché che provocherebbe l’ennesimo slittamento in avanti dei requisiti necessari al pensionamento, già oggi i più avanzati a livello europeo. Per la Cisl si tratta di un rinvio necessario e sopportabile che trova un consenso trasversale anche nelle forze parlamentari che giudicano necessario ed utile mitigare la rigidità delle regole previdenziali ed alleggerire la condizione di milioni di lavoratrici e di lavoratori che fanno lavori diversi per usura e retribuzione“.
DECRETO PRONTO SULL’ANTICIPO VOLONTARIO
Intanto è pressoché pronto il decreto sull’Anticipo pensionistico (Ape) volontario, con 63 anni d’età e 20 di contributi, pagando una rata sul prestito. Il testo è stato modificato raccogliendo diverse osservazioni del Consiglio di Stato. Tra i suggerimenti c’è il riconoscimento della retroattività della misura, a partire dal 1 maggio per chi ne abbia i requisiti e lo domandi. Su questo il governo è al lavoro per inserire la clausola, ultimo nodo da sciogliere prima di chiudere il provvedimento, che dovrebbe essere firmato a giorni, per diventare operativo a settembre.
Dal 2019, se nulla cambierà, anche la pensione anticipata slitterà di 5 mesi, per effetto dell’adeguamento automatico all’aspettativa di vita. Il requisito passerebbe per gli uomini da 42 anni e 10 mesi a 43 anni 3 mesi, mentre per le donne si porterebbe da 41 anni e 10 mesi a 42 anni e 3 mesi. E’ quanto emerge dalle tabelle contenute nel rapporto della Ragioneria generale dello Stato sulle tendenze del sistema pensionistico.
Fin qui la situazione a bocce ferme, aspettando che l’Istat renda disponibile il dato definitivo sull’aspettativa di vita tra il 2014 e il 2016. Dato, come detto, che dovrebbe arrivare a fine ottobre.