
Complessivamente in Italia negli ultimi otto anni fra i lavoratori dipendenti sono stati oltre 240.000 i padri che hanno beneficiato del congedo parentale, contro quasi due milioni di donne. Un piccolo esercito composto soprattutto da genitori più maturi, due terzi dei quali con un’età fra 30 e 39 anni mentre un quarto del totale è ultraquarantenne. In diminuzione, invece, le coppie sotto i 30 anni, sono 1.954 nel 2015 rispetto a 34.601 del 2014.
Le regole sui congedi in Italia sono in evoluzione: dal 2013 è stato introdotto anche un congedo obbligatorio di paternità: inizialmente si trattava di un giorno, poi sono diventati due e dal 2018 saranno quattro.
Il nostro paese per ora è però ancora indietro in Europa nella spesa per congedi parentali, misurata, per ogni nato, in percentuale del prodotto interno lordo pro-capite. In Italia il contributo si ferma al 19%, rispetto al 29 in Gran Bretagna, 27 in Germania, 24 in Francia e 21 in Spagna. Fanalino di coda l’Irlanda con il 7%. In vetta Repubblica Ceca, Ungheria e Paesi Scandinavi con percentuali oltre il 50%.
La Danimarca assegna ai papà 2 settimane, 11 giorni la Francia, 15 la Spagna, 3 + 10 facoltativi il Belgio.