
Di fronte al gruppo dirigente della categoria, la Damasio ha parlato della globalizzazione “con lo sguardo dell’America Latina e e dell’Africa – spiega ancora Marchi – dove lo sfruttamento delle multinazionali non produce affatto i benefici che spesso vengono accreditati”.
La responsabile internazionale del Mcl ha aggiunto che “al progetto neo liberale che vede le persone come entità in funzione del capitale, è necessario reagire con una comunione di volontà finalizzate alla valorizzazione della persona, di tutte le persone. Il rischio della divisione tra inclusi ed esclusi è più che mai visibile. Se questa eventualità dovesse radicalizzarsi sempre più dovremo fare i conti con la globalizzazione dell’inquietudine, della paura. La miseria non genera serenità”.
Da qui l’appello di Marilea Damasio: “ E’ più che mai urgente una convergenza grande di movimenti e organizzazioni che hanno come obiettivo una società solidale”. Occorre fare presto, ha concluso, perché si è accumulato già un grande ritardo.





