
“Non sono bastate le otto ore di sciopero dello scorso 13 gennaio – spiegano Filctem, Femca e Uiltec – poiché le pretese delle associazioni imprenditoriali sul piano normativo (modifiche contrattuali, ferie, permessi e festività di sabato e domenica) restano del tutto inaccettabili”.
“In particolare – sottolineano le organizzazioni sindacali – è inammissibile una riduzione di diritti dei lavoratori quale strumento per sopperire alla modifica dei criteri di utilizzo degli ammortizzatori sociali”. Le parti, inoltre, restano lontane anche sotto l’aspetto del welfare. Contestualmente allo sciopero sarà organizzato un presidio nazionale davanti alla sede aziendale del presidente di Assocalzaturifici Confindustria.