
“Abbiamo saputo gestire molte situazioni di crisi – ha detto Bordonali – con pesanti ricadute sociali: dalla chiusura del sito Mondadori, alla riorganizzazione delle Grafiche Apollonio, Poligrafica San Faustino, Tipografia Camuna, ma tra quelle più dolorose bisogna ricordare purtroppo quella della Scuola Editrice, che nonostante tutti gli sforzi messi unitariamente in campo ha deciso di dimezzare l’organico senza offrire ai lavoratori alcuna possibilità di copertura attraverso gli ammortizzatori sociali”.
Telecomunicazioni, editoria, cartai e spettacolo sono una realtà complessa che richiede un di più di sindacato. Su questa strada si muoverà la Fistel nei prossimi anni dentro un progetto di regionalizzazione della categoria che consentirà una migliore visione d’insieme delle problematiche del settore, interventi coordinati ed efficienti.