
E’ stato un quadro di grande respiro quello che Bocchio ha offerto ai congressisti, partendo dalla situazione dell’edilizia bresciana dopo quasi dieci anni di crisi che hanno dimezzato il numero delle imprese (4.448 all’inizio della crisi, 2.713 nel 2016) ed anche dei lavoratori (che sono passati da 29.712 a 15.760). “Oggi, con tutte le cautele del caso – ha affermato il segretario –si potrebbe dire che la ripresa è iniziata, ma resta un enorme problema occupazionale, aggravato dal mancato ricambio della manodopera per l’allungamento dei tempi di accesso alla pensione. Inoltre rimangono le situazioni di lavoro irregolare (dipendenti che vengono fatti lavorare come artigiani e in alcuni casi con i voucher) e di lavoro nero”.
L’EDILIZIA DEL FUTURO
Problemi che devono trovare risposta interrogandosi su come dovrà essere l’edilizia del futuro. Domanda alla quale la Filca Cisl bresciana vuole contribuire a dare una risposta concreta, anche in forza di una rappresentanza che è il 43,5% degli iscritti alle tre organizzazioni sindacali di settore.
Bocchio ha sottolineato l’urgenza di “massicci investimenti pubblici nelle infrastrutture ed una politica vera di manutenzione del nostro disastrato territorio, con particolare riguardo all’adeguamento antisismico di tutti gli edifici”; ha rimarcato anche del dato positivo dell’edilizia ecosostenibile (“l’unico comparto che non è andato in crisi”) dalla quale potrebbe venire un notevole salto economico ed anche occupazionale.
NUOVE PROFESSIONALITÀ E NUOVE CONOSCENZE
“Per salvaguardare ed accrescere l’occupazione, ci sarà bisogno di nuove professionalità, nuove conoscenze con una adeguata e diffusa formazione dei lavoratori. Ma c’è bisogno anche di consapevolezze nuove nelle imprese: occorre mentalità innovativa e trasparente, agendo comportamenti di totale regolarità e legalità nei rapporti di lavoro”.
Citando l’accordo per la legalità nei cantieri sottoscritto due anni fa da sindacato, Collegio Costruttori ed il Comune di Brescia, Bocchio ha ricordato che attraverso il monitoraggio dei cantieri e la verifica dei requisiti di regolarità contributiva, in un solo anno sono stati “recuperati” 1158 lavoratori e più di 12 milioni di massa salariale.
Sulla prevenzione e cura del territorio Brescia ha dato esempi positivi in questi anni: dal “Parco delle cave” del Comune di Brescia con il risanamento di una zona molto degradata al recupero e alla ristrutturazione del patrimonio storico e alla riconversione delle aree industriali, fino al rilancio di un piano nuovo di edilizia popolare all’insegna della riconversione e riqualificazione dell’esistente. Sulla scorta di questi segnali la Filca Cisl chiede “di promuovere nei prossimi quattro anni, un tavolo permanente di discussione tra sindacato, imprese e, Provincia, Comune di Brescia e Associazione Comuni Bresciani, per valutare concretamente le possibilità e le opportunità di scelte urbanistiche che vadano nella direzione di un’edilizia a tutela del territorio e dell’ambiente.
L’ESPERIENZA DELLA MACRO AREA SINDACALE PER L’EDILIZIA
Dal punto si vista della organizzazione sindacale sul territorio, il segretario generale ha positivamente sottolineato l’esperienza di collaborazione della macro area Brescia-Cremona-Mantova, che “attraverso un monitoraggio a zone permette una maggiore incidenza contrattuale a tutela dei diritti dei lavoratori e del rispetto della legalità nei cantieri”.
ASCOLTO ATTIVO
Concludendo la sua relazione congressuale Roberto Bocchio ha ribadito l’impegno di fondo della categoria: una presenza più capillare e più mirata sul territorio “per consentirci di continuare ad essere da stimolo a rimettere al centro il bene comune e l’equità sociale, combattendo gli interessi di parte. Noi siamo riconosciuti per la cura e l’attenzione che mettiamo in gioco nell’incontro con i lavoratori: è l’ascolto attivo che fa la differenza. Solo credendo in questo stile sarà possibile promuovere partecipazione e democrazia”