Nel bresciano solo 6mila “ricchi” ma circolano 20mila supercar
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Nel bresciano solo 6mila “ricchi” ma circolano 20mila supercar

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Pubblicato il 14 Novembre 2016

evasione-fiscaleIl tenore di vita dei bresciani è, per così dire, “dissonante” rispetto alle loro dichiarazioni dei redditi. E’ quanto emerge dalla ricerca commissionata da Cgil Cisl Uil Brescia sull’insieme delle dichiarazioni Irpef presentate dai contribuenti bresciani nel 2015, con riferimento all’anno di imposta 2014. “Il quadro che emerge – si legge nella sintesi della ricerca – è quello di una provincia che, rispetto al totale nazionale, ha il 2,08% della popolazione, il 2,21% dei redditi dichiarati, il 2,5% dei patrimoni, il 2,8% delle attività finanziarie e che, nel 2015, registra, il 2,8% delle compravendite di grandi abitazioni e vede circolare il 3,5% delle automobili di grossa cilindrata.

INDIZI DI INCONGRUITÀ

Un territorio in cui ci sono solo 6 mila contribuenti “ricchi” e quasi 20 mila supercar con una serie di indizi di incongruità, tra i redditi (dichiarati) e i consumi (certificati) che lascia spazio ad una ipotesi che vede una rilevante presenza di evasione fiscale nel bresciano. Non si tratta, ovviamente, di affermare che Brescia è la capitale dell’evasione fiscale, ma, molto più pragmaticamente, di considerare che, quanto meno, l’evasione fiscale è presente nella Provincia di Brescia tanto quanto nel resto del Paese”.

UN CONVEGNO IL 22 DICEMBRE

La ricerca sarà illustrata in tutti i suoi aspetti nel corso di un convegno che avrà luogo il 22 novembre in città al quale – oltre ad Elio Montanari, autore dello studio, ricercatore universitario di Economia, Statistica e Matematica – parteciperanno: Giuseppe Arbore, comandante provinciale Guardia di Finanza di Brescia; Federico Fubini giornalista Corriere della Sera; Riccardo Sanna, Cgil; Osvaldo Domaneschi, segretario Cisl Lombardia; Domenico Proietti, segretario nazionale Uil; Paolo Panteghini, assessore al Bilancio del Comune di Brescia.