
La questione dei numeri è tornata d’attualità perché la Giunta regionale ha deliberato ieri un provvedimento che prevede l’attivazione di sportelli e registi territoriali per le assistenti famigliari e un piano di azioni per la promozione di percorsi formativi, per il contrasto al lavoro sommerso e irregolare, per il sostegno economico a favore delle persone assistite e delle loro famiglie.
Belle intenzioni che rischiano di rimanere però sulla carta. La decisione, infatti – presa in attuazione della Legge regionale del maggio 2015 – non può essere inquadrata in un piano complessivo delle azioni sugli assistenti familiari perché la Giunta, a 16 mesi dall’approvazione della legge, non vi ha ancora provveduto, così come non sono state assegnate le risorse per rispondere ai bisogni di assistenza a cura.
Questioni che Cisl Lombardia e Federazione regionale dei Pensionati Cisl hanno posto all’attenzione dell’Assessorato al Reddito di autonomia ed inclusione sociale senza però trovare alcuna risposta. “Per realizzare il piano di interventi necessario ad un’efficace attuazione della legge – si legge in una nota della sede regionale Cisl – l’Assessorato deve rendersi disponibile ad un confronto di merito con le organizzazioni sindacali e gli enti locali, cui compete l’attivazione degli sportelli territoriali. Auspicano quindi che l’incontro fissato per giovedì 6 ottobre non si esaurisca con l’elencazione dei contenuti di una delibera che abbia già definito modalità e risorse per la gestione di questo importante provvedimento”.