Strage di Piazza Loggia, operazione della destra eversiva. Le motivazioni della sentenza
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Strage di Piazza Loggia, operazione della destra eversiva. Le motivazioni della sentenza

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Pubblicato il 10 Agosto 2016

la bomba di piazza loggia (28 maggio 1874) uccise 8 persone e ne feri oltre 100La strage di Piazza della Loggia è “sicuramente riconducibile” alla destra eversiva e “tutti gli elementi evidenziati convergono inequivocabilmente nel senso della colpevolezza di Carlo Maria Maggi“. Lo scrivono i giudici della Corte d’assise d’appello di Milano nelle motivazioni della sentenza del 22 luglio del 2015 che ha condannato all’ergastolo Maggi, esponente del gruppo terrorista di estrema destra Ordine Nuovo operante in quegli anni nel Triveneto, e Maurizio Tramonte, ex collaboratore dei servizi segreti.

L’agenzia ANSA, che ha battuto la notizia nel primo pomeriggio di oggi, riporta alcuni particolari della motivazione.

Carlo Maria Maggi aveva “la consapevolezza” di poter contare “a livello locale e non solo, sulle simpatie e sulle coperture – se non addirittura sull’appoggio diretto – di appartenenti di apparati dello Stato e ai servizi di sicurezza nazionale ed esteri”.

I giudici, presieduti da Anna Conforti, sottolineano che Maggi “era l’unica figura che all’epoca dei fatti coniugava a un tempo l’ideologia stragista, il parvente instancabile attivismo per riorganizzare in Ordine Nero gli orfani del dissolto Ordine Nuovo”, e i cani sciolti dell’estremismo neo fascista. Aveva inoltre il carisma per svolgere un ruolo assolutamente centrale in tale opere di costituzione, e poteva disporre di più canali di approvvigionamento di armi ed esplosivi” e “la disponibilità di gelignite, esplosivo utilizzato per il confezionamento dell’ordigno fatto esplodere in piazza della Loggia “che causò 8 morti e oltre 100 feriti, nel corso di una manifestazione antifascista”.

La corte sottolinea inoltre che Maggi poteva disporre “di un armiere con le capacità per confezionare l’ordigno o per intervenire alla bisogna”. Maggi avrebbe infine, avuto “la rete di collegamenti necessari per completare la fase esecutiva dell’attentato senza “sporcarsi le mani”.