
L’obiettivo – ha spiegato la sindacalista – è modificare lo schema tradizionale della protezione sociale, portando la città a riattivarsi per dare essa stessa una risposta ai nuovi bisogni, sostenendo una partecipazione positiva, il coinvolgimento e la co-definizione delle risposte ai bisogni del proprio territorio. Un percorso che affida grande rilievo alla contrattazione sociale con un’attenzione autentica alle questioni di genere che intersecano le politiche di welfare.
“La Cisl intende promuovere ancora di più la contrattazione di genere territoriale ed aziendale per favorire la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro”, ha affermato nella introduzione ai lavori il segretario organizzativo della Cisl, Giovanna Ventura. “Sul totale dei nostri associati e associate – ha aggiunto – la componente femminile è del 48,06%”, numeri che spiegano il titolo ambizioso della manifestazione Cisl.
Un’altra meta che avanza nonostante i percorso ad ostacoli a cui è costretta: nel trovare lavoro (il tasso di occupazione delle donne si attesta al 47,5%”); nella conciliazione tra lavoro e vita familiare (talmente complessa da compromettere, in molti casi, il desiderio di maternità); nella ricerca di servizi a sostegno della natalità (una donna su tre lascia il lavoro dopo il primo figlio visto che l’Italia è ancora il fanalino di coda in fatto di asili nido e servizi all’infanzia).
Per la Cisl servono misure concrete che permettano alle donne di essere impiegate nel mercato del lavoro, senza dover scegliere tra occupazione e famiglia, e sollecita l’emanazione del previsto decreto inter-istituzionale che potrebbe consentire alla contrattazione collettiva di accedere al Fondo triennale 2016-2018 che riguarda le misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro.