Pensioni e lavoro nel rendiconto 2015 dell’INPS di Brescia
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Pensioni e lavoro nel rendiconto 2015 dell’INPS di Brescia

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Pubblicato il 11 Maggio 2016

Negli ultimi dodici anni il personale dell’INPS di Brescia (9 sedi decentrate sul territorio oltre a quella in città) è passato da 507 a 356 dipendenti, anche se il volume di lavoro della sede provinciale dell’istituto non è affatto diminuito. Lo ha detto il direttore, Alessandro Casile, presentando il “Rendiconto delle attività 2015”. Il riconoscimento al lavoro e all’impegno del personale sottolinea indirettamente il problema della carenza di organico degli uffici pubblici nella nostra provincia, una questione che il sindacato solleva costantemente ma che non trova nella politica e nel Governo l’attenzione che dovrebbe avere.

I numeri dell’annuale rendiconto INPS parlano di pensioni, di lavoro, di mancanza di lavoro, di irregolarità scoperte e sanzionate.

I PENSIONATI

L’INPS di Brescia ha in carico 352.792 pensionati.
297.848 sono pensioni da contribuzione (2.646 in più rispetto al 2014): 175.142 riguardano lavoratori dipendenti, 107.450 ex lavoratori autonomi, 10.196 lavoratori soggetti a gestione separata.
54.944 sono le pensioni e gli assegni sociali, alle quali vanno aggiunte quelle agli invalidi civili.

GLI ASSEGNI PENSIONISTICI

Il 22% dei pensionati che hanno lavorato in aziende private non percepisce più di 500 euro al mese, il 46% riceve un assegno compreso tra 500 e 1000 euro. Va meglio a chi ha lavorato nel pubblico: il 32% ha una pensione tra i 1.000 e i 1.500 euro, il 22% si attesta nella fascia tra 1.500 e 2.000 euro.

SALDI OCCUPAZIONALI

Le aziende attive nel bresciano sono 37.765. Nel 2015 le cessazioni dei rapporti di lavoro sono state 108.935, gli ingressi al lavoro 96.194. Le posizioni di disoccupazione e inoccupazione sono 72.630.
Gli incentivi occupazionali per le imprese hanno generato 33.604 rapporti di lavoro stabili (22.297 assunzioni e 11.307 trasformazioni di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato).

SOSTEGNO AL REDDITO

36.779 le prestazioni erogate dall’INPS di Brescia a sostegno del reddito, il 2,91% in meno rispetto al 2014. In dettaglio: 1.943 i casi di disoccupazione agricola (+ 4,46%), 1.962 le indennità di mobilità (-33,78%), 4.696 i trattamenti di fine rapporto (+49,98%).
Le ore di cassa integrazione autorizzate nel 2015 sono state il 27% in meno rispetto al 2014.

IL PROBLEMA DEI VOUCHER

I dati sul ricorso ai voucher per il pagamento di prestazioni lavorative confermano purtroppo l’allarme che la Cisl ha lanciato nei mesi scorsi a più riprese. Lo scorso anno nella nostra provincia ne sono stati venduti 3 milioni e 258mila, l’86% in più rispetto al 2014, dieci volte in più rispetto al 2010. Creati per contrastare il lavoro nero sono diventati uno strumento sfruttato in maniera abnorme che maschera altre forme di precarietà e di sfruttamento. Non a caso la distribuzione per genere di attività li assegna per la stragrande maggioranza (40,2%) al calderone di attività lavorative “non classificate”; il resto riguarda il turismo (17%), il commercio (14%) e i servizi (12%).

IRREGOLARITÀ E LAVORO NERO

L’attività di vigilanza sui versamenti contributivi ha portato alla scoperta di 533 posizioni di lavoro irregolari e di 315 lavoratori in nero. 1.555 i rapporti di lavoro disconosciuti (posizioni lavorative inesistenti, dichiarate per ottenere il permesso di soggiorno o prestazioni a sostegno del reddito).