
Nel grande corteo che si è snodato questa mattina per le vie di Bergamo, dove ha sede amministrativa l’Italcementi, c’era anche una delegazione di una sessantina di lavoratori bresciani del cementificio di Rezzato-Mazzano, accompagnata dai componenti la Segreteria provinciale della Filca Cisl.
Lo sciopero è stato proclamato contro il piano industriale di Heidelberg Cement (che ha rilevato il 45% della proprietà del Gruppo) che prevede 415 esuberi sulla sede di Bergamo e 250 negli altri siti produttivi: un piano inaccettabile per i sindacati. “Non vogliamo subire passivamente scelte che mettono in discussione professionalità di 100 anni di lavoro di tre generazioni che si sono alternate in questa sede rendendo grande questa azienda“, hanno ribadito con forza i leader sindacali della categoria. “Non si può lasciare un intero territorio in balia del mercato – ha detto un lavoratore dello stabilimento Italcementi di Bergamo – e c’è da chiedersi che fine ha fatto quella responsabilità sociale d’impresa con cui i nostri vertici si sono per anni sciacquati la bocca“.
L’imponente corteo ha attraversato il centro cittadino e si è concluso in via Camozzi, dove, davanti all’ingresso della sede Italcementi si è tenuto un presidio con un comizio.
Alla manifestazione hanno partecipato anche il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, diversi parlamentari di vari partiti, l’assessore regionale Alessandro Sorte e tutti i consiglieri regionali bergamaschi del Pirellone.