
Lo dimostrano con efficacia le 500 le intese più significative raggiunte in Lombardia nel 2014 su crisi, salario, orario, welfare, mercato del lavoro presentate quest’anno alla Fiera.
A BRESCIA UNO DEI CINQUE PREMI DELLA RASSEGNA
Tra le cinque intesi migliori, quelle premiate al termine della manifestazione, c´è quella sottoscritta dalla Fit Cisl per i 119 lavoratori di Metro Brescia, la società che gestisce la metropolitana cittadina. La giuria composta da sociologi ed esperti di relazioni industriali (Guido Baglioni, Carlo Dell’Aringa, Luciano Pero, Annamaria Ponzellini) ha premiato l’intesa bresciana per le novità derivanti dalla contrattazione salariale. “L´accordo di Metro Brescia – recita la motivazione – si distingue per la diversificazione degli indicatori (aziendali, di reparto e individuali) confezionando quasi su misura di ogni lavoratore parametri ad hoc”.
METRO BRESCIA, ACCORDO SALARIALE ASSOLUTAMENTE INNOVATIVO
A ritirare il premio a nome anche dei delegati è stato Mauro Scalvini, segretario generale della Federazione dei trasporti della Cisl bresciana: “Il sistema della metropolitana automatica di Brescia – ha spiegato – è assolutamente innovativo nel panorama italiano, e altrettanto si può dire per questo accordo che traccia una strada che sarà sempre più battuta in futuro, prendendo in maggior considerazione sia il lavoro degli impiegati che il rendimento individuale”.
NO AI BLITZ DI LEGGE SUL SALARIO
“Quest’anno la Fiera riveste un significato ancora più importante – ha sottolineato Osvaldo Domaneschi, segretario generale della Cisl Lombardia – perché coincide con il confronto aperto a livello nazionale per la riforma del modello contrattuale. È quindi l’occasione per ribadire con forza che il futuro della contrattazione passa attraverso la reale valorizzazione della contrattazione aziendale e territoriale. Il contratto nazionale deve evolversi definendo il terreno della contrattazione decentrata, riaffermando l’obiettivo di garantire a tutti i lavoratori i diritti universali e il riferimento salariale minimo agganciato all’inflazione, alternativo a un’idea che non condividiamo di una legge che possa determinare o sostituire il ruolo del contratto nazionale in termini di autorità salariale per milioni di lavoratori”.