Scuola, vigilia di sciopero generale
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Scuola, vigilia di sciopero generale

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Pubblicato il 4 Maggio 2015

scuole deserteIl Governo farebbe bene a non sottovalutare lo sciopero di tutto il personale della scuola, aprendo una discussione seria con il sindacato per modificare profondamente la riforma della scuola”. Lo ha sottolineato il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, alla vigilia dello sciopero di domani che fermerà la scuola italiana.

Uno sciopero che vede unitariamente impegnate tutte le sigle sindacali della scuola, presentato anche a Bresca nei giorni scorsi in una conferenza stampa dei segretari provinciali.

Scuola, il no ala riforma ricompatta i sindacati (Bresciaoggi 1.5.2015)
Istruzione, domani lo sciopero generale (Giornale di Brescia 4.5.2015)

 

IL GOVERNO NON CONOSCE LA SCUOLA REALE
Noi siamo i primi a voler cambiare la scuola – prosegue la Furlan (che parteciperà domani alla manifestazione a Milano) nella nota diffusa oggi – e siamo pronti a discutere con grande senso di responsabilità. Ma il processo di riforma è stato portato avanti dal Governo senza un vero progetto culturale, con tanta superficialità ed improvvisazione, senza conoscere la scuola reale e coinvolgere i diretti protagonisti che sono in primo luogo gli insegnanti, il personale scolastico e chi li rappresenta sul piano sindacale”.

OCCORRE IL MASSIMO DI CONDIVISIONE
Non possiamo trasferire i principi della concorrenzialità nella scuola – ha aggiunto il leader nazionale della Cisl – dove i docenti saranno premiati dai presidi con criteri a dir poco discrezionali. Si vuole passare dalla scuola della partecipazione a quella di un merito solo apparente. E inoltre si stanno illudendo migliaia di insegnanti con ripetuti annunci astratti di assunzioni, mortificando migliaia di precari che attendono dopo tanti anni di sacrifici la giusta stabilizzazione. La scuola è un tema delicato, non può diventare un terreno di propaganda. Rinnoviamo il nostro appello al Governo ed al Parlamento perché affrontino con competenza ed apertura al dialogo temi così importanti. La scuola appartiene al paese e necessita del massimo di condivisione politica e sociale”.