
NON SI AVVERTE LA VOLONTÀ DI CAMBIAMENTO
Le cosiddette riforme sulla gestione dell’edilizia pubblica in Lombardia di questi ultimi anni erano sbagliate – si legge nel volantino della manifestazione – ma non si avverte una vera volontà di cambiare registro: non c’è un impegno finanziario certo sul bilancio regionale per l’edilizia pubblica; si continua ad affrontare il problema del risanamento finanziario delle Aler tentando di vendere gli alloggi e mettendo a rischio i livelli occupazionali delle aziende.
Ma c’è di peggio: pur di salvare dal crac finanziario le Aler sembra che la Regione sia disposta a tradire la loro missione di servizio, con quote d’ingresso sulle nuove assegnazioni che limitano la possibilità di accesso alle famiglie meno abbienti, e togliendo ai Comuni la possibilità di gestire l’emergenza abitativa sul proprio territorio.
I NUMERI DEL PROBLEMA
Bastano pochi numeri per rendersi conto che la questione abitativa in Lombardia ha ormai assunto le dimensione di una vera e propria emergenza:
- 60.000 famiglie sono in attesa nelle graduatorie per l’assegnazione di un alloggio pubblico;
- 30.000 sono le domande presentate nel 2014 per ricevere un contributo dal Fondo sostegno affitti;
- 14.000 i nuovi sfratti per morosità, frutto del disagio economico crescente delle famiglie lombarde.
CONTRADDIZIONI PARADOSSALI
Sullo sfondo di questa emergenza si contano paradossalmente 8.895 alloggi sfitti nelle sole case dell’Aler. Per questo i sindacati inquilini di Cgil Cisl Uil incalzano la Regione perché la gestione degli alloggi e degli accessi venga realmente migliorata, contrastando lo sfitto nelle case popolari e l’abusivismo, superando criteri discriminatori e consentendo ai Comuni un uso efficiente delle disponibilità rispetto all’emergenza casa.