
Per la soluzione strutturale della crisi finanziaria e di mercato del gruppo siderurgico di Nave l’altra notizia positiva è la conferma che ci sono sul tavolo più “manifestazioni di interesse all’acquisto dell’azienda, o parti della stessa, e che su questo si sono già creati dei contatti”.
“Anche alla luce di queste novità – continua la sindacalista della Fim Cisl – si rafforza la convinzione che è necessario ed urgente aprire tavoli di discussione allargati ad interlocutori istituzionali che richiamino l’azienda alle sue responsabilità e che si facciano promotori di percorsi finalizzati nell’immediato a dare una copertura economica e contributiva ai lavoratori e in prospettiva a salvare 700 posti di lavoro”.
“In merito agli ammortizzatori sociali – conclude la Segreteria provinciale dei metalmeccanici Cisl – nell’incontro odierno con la proprietà è emerso un orientamento diverso rispetto alla volontà espressa nel confronto della scorsa settimana di fare ricorso alla cassa integrazione straordinaria. Oggi la Stefana ha comunicato di voler avanzare richiesta di cassa integrazione ordinaria per lo stabilimento di via Brescia a Nave e per quello di Montirone, e di continuare il contratto di solidarietà integrato dalla cassa integrazione ordinaria per il secondo stabilimento di Nave e per quello di Ospitaletto. L’obiettivo, che però l’azienda non ha saputo indicare con tempi certi, è quello di riprendere l’attività in tutti gli stabilimenti”.