Fondazione Maugeri cerca un accordo con i creditori per evitare il fallimento
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Fondazione Maugeri cerca un accordo con i creditori per evitare il fallimento

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Pubblicato il 2 Novembre 2014

La sede centrale a PaviaLa Fondazione Maugeri ha presentato al tribunale di Pavia la richiesta di concordato preventivo per la ristrutturazione del debito. Attraverso questa procedura la Fondazione – 3.500 dipendenti distribuiti in 21 strutture sanitarie tra le quali, nella nostra provincia
, la clinica di Lumezzane in cui sono occupati 250 lavoratori) cerca un accordo con i suoi creditori per evitare il fallimento e tentare di uscire dalla crisi economica e finanziaria in cui si trova.

CON I MEDICI E LA DIRIGENZA SANITARIA E’ GIÀ ROTTURA
La notizia si inserisce in una fase delicata del confronto tra azienda e organizzazioni sindacali. Infatti, mentre si apre il tavolo tecnico per evitare il passaggio di 2.700 dipendenti dal contratto della sanità pubblica al contratto della sanità privata (tavolo che l’azienda vuole chiudere entro il 30 novembre), c’è da registrare di fatto una rottura del confronto per quanto riguarda gli 800 medici e dirigenti amministrativi sanitari che operano nelle strutture della Fondazione. I nodi sono quelli della “indennità di esclusività” e dei periodi di ferie. Vista l’indisponibilità dei sindacati dei medici a discutere i due temi, l’azienda ha comunicato di ritenere chiusa la trattativa disponendo il passaggio di contratto a far data dal primo novembre.

LA PROVINCIA PAVESE
La percezione però – scrive il quotidiano di Pavia La Provincia Paveseè che la trattativa di fatto non fosse iniziata: perché dunque questa decisione? Maugeri risponde: Abbiamo presentato una proposta dettagliata per consentire la permanenza nel contratto pubblico garantendo il risparmio necessario (quello sul personale è passato da 22 a 18 milioni, ndr) e prevedendo una razionalizzazione dei costi, attraverso azioni di riduzione, riorganizzazione e revisione di tutte le voci, dalle collaborazioni alle consulenze, da consumi, spese e servizi alla ulteriore centralizzazione degli acquisti. Si è intervenuti e si continua intervenire ma ciò non basta ed è necessario intervenire sul costo del lavoro sul quale negli ultimi anni non si è agito. Il piano ipotizzato allo stato non prevede esuberi”.

LA REAZIONE SINDACALE: DECISIONI UNILATERALI E INACCETTABILI
Il disappunto delle organizzazioni sindacali è affidato ad una nota congiunta in cui si sottolinea che le decisioni comunicate dall’azienda sono “unilaterali ed inaccettabili, avulse dallo svolgimento dell’incontro avvenuto lo scorso 22 ottobre”

E’ necessario “ricondurre il metodo del confronto e della comunicazione su un piano di maggiore chiarezza e correttezza e, ancor prima, sciogliere i nodi relativi alle scelte più complessive che Fondazione intende compiere. Elementi di conoscenza senza i quali, come abbiamo ripetutamente fatto presente, non è possibile procedere ad una compiuta valutazione delle proposte di accordo”. Per il sindacato il confronto sulla forma contrattuale per i medici e i dirigenti sanitari è aperto e va portato avanti senza forzature.

Inoltre, sllecitando un incontro con il Presidente della Fondazione Maugeri, le organizzazioni sindacali della Funzione pubblica di Cgil Cisl Uil contestano il fatto che l’azienda – di nuovo in maniera unilaterale – ritenga di poter fissare scadenze al tavolo tecnico del comparto

BERARDI (CISL FUNZIONE PUBBLICA): MANCA CHIAREZZA!
Abbiamo bisogno di chiarezza sugli obbiettivi e sulla ristrutturazione del debito – afferma Franco Berardi, segretario provinciale della Cisl Funzione pubblica di Brescia che dalla Segreteria nazionale di categoria è stato delegato a seguire la gestione della crisi – I nostri legali sono già al lavoro per assicurare la massima tutela dei lavoratori che oggi pagano per responsabilità di altri”.

SULLA MAUGERI IL SUSSURRI & GRIDA DEL CORRIERE DELLA SERA
Quali siano queste responsabilità lo si poteva leggere ieri nelle pagine di Economia/Mercati Finanza del Corriere della Sera, dove la rubrica «Sussurri & Grida» era dedicata alla crisi della Fondazione Maugeri.

I conti sono in (profondo) rosso. E troppi i debiti accumulati negli anni: 150 milioni con gli istituti di credito, altri 50 con i fornitori. Due anni e mezzo dopo gli arresti per tangenti che hanno decapitato i vertici storici, la Fondazione Maugeri, colosso della sanità privata con base a Pavia ma articolazioni in tutta Italia, è in grosse difficoltà. Così ieri è stata presentata la proposta di concordato preventivo (in continuità) al Tribunale di Pavia. Al momento ci sono solo indiscrezioni. Ma evidentemente la Maugeri non è in grado di fare fronte ai propri impegni con i creditori e chiede una moratoria per evitare il fallimento. Non solo. Da novembre sarà anche tagliato lo stipendio ai medici. Inferociti.

È delle ultime ore la rottura delle trattative tra i sindacati medici e il cda, guidato dal bocconiano Gualtiero Brugger che ha preso il posto dell’avvocato Aldo Maugeri, scomparso lo scorso luglio. Lo scontro è soprattutto sul passaggio dal contratto di sanità pubblica a quello privato, meno vantaggioso. In gioco, complessivamente, ci sono 18 milioni di euro l’anno che i 3.500 lavoratori della Maugeri rischiano di vedersi sfilare dalla busta paga. I medici e i dirigenti amministrativi-sanitari non ci stanno: «Indennità di esclusività e periodo di ferie non si toccano». Per gli infermieri e il personale ausiliare il tentativo di trovare un accordo, invece, continua, perché si sono dimostrati più disponibili a scendere a patti.

La Maugeri è stata travolta da uno scandalo giudiziario nella primavera del 2012. Come per il San Raffaele di don Luigi Verzé, anche qui gli allora dirigenti si rivolgevano al faccendiere Pierangelo Daccò e al suo socio in affari Antonio Simone per la loro notevole influenza sulla Regione. Entrambi amici dell’allora governatore Roberto Formigoni, indagato per corruzione, Daccò e Simone sono riusciti a fare incassare alla Maugeri — secondo le accuse della Procura — ben 56 milioni di euro in più. Altri tempi.

Oggi il fatturato della clinica è di 305 milioni di euro, con una perdita d’esercizio per il 2013 di 15,4 milioni. Le ultime verifiche contabili hanno evidenziato un ulteriore peggioramento dei conti negli ultimi mesi per i minori rimborsi pubblici. Di qui la decisione di tagliare anche il costo del personale. Il contratto di sanità privata prevede minori scatti di anzianità, 2 giorni di ferie in meno all’anno, tre in meno di permessi retribuiti (e qualcuno in meno anche per la maternità). Il costo del buono pasto a carico del lavoratore è di 1,55 euro (contro l’1,03 del contratto pubblico). Un piano di risanamento doloroso sui cui ora dovrà vigilare il Tribunale.