
Con i dati della Cassa Edile alla mano i sindacalisti hanno spiegato le ragioni di una profonda inquietudine: 6.000 posti di lavoro persi negli ultimi cinque anni; 1.100 imprese che hanno gettato la spugna; una destrutturazione del settore che pone seri interrogativi sulla volontà di intrapresa – all’interno e all’esterno dei confini provinciali – del mondo edile bresciano.
Occorre fare un salto di qualità nella risposta alla crisi, coinvolgendo istituzioni e amministrazioni pubbliche – dicono i sindacati bresciani dell’edilizia – lavorando ad un allentamento dei vincoli del patto di stabilità che consenta ai Comuni virtuosi di tornare ad investire in opere pubbliche e una seria manutenzione del territorio, anche per arginare la piaga dell’illegalità in cui si muovono avventurieri che conquistano appalti praticando ribassi insostenibili, penalizzando poi i lavoratori sul fronte delle tutele e del salario.