
UNA MOBILITAZIONE MONDIALE – In programma come ogni anno il 7 ottobre, la giornata vedrà impegnate le organizzazioni dei lavoratori presenti in ogni parte del mondo, attraverso iniziative per riflettere sulla realtà del lavoro oggi: mai così insicuro (negli ultimi due anni metà delle famiglie che lavorano hanno sperimentato la disoccupazione o riduzione dell’orario di lavoro), segnato da profonde disuguaglianze (un miliardo e 200 milioni di persone vivono ancora in condizioni di estrema povertà), attaccato da più parti nel tentativo di ridurre i diritti e le tutele dei lavoratori (da quelli della contrattazione collettiva a quello di sciopero).
AGIRE ADESSO – “Troppi governi non riescono a proteggere le persone che lavorano oggi – ha dichiarato Sharan Burrow, segretario generale della confederazione mondiale dei sindacati – e nemmeno sono in grado di costruire un futuro sostenibile per le giovani generazioni. Allo stesso tempo assistiamo a gravissimi fenomeni meteorologici che derivano dall’influenza dell’inquinamento sui cambiamenti climatici. Ciò nonostante i leader politici devono ancora trovare il coraggio di fare un accordo globale sul clima. Il modello economico globale dominante sta distruggendo posti di lavoro e il pianeta. Questo indebolisce la democrazia e mina la giustizia per tutti. Chiediamo con forza che i governi agiscano con urgenza e determinazione su questi temi, certi che da un cambio di passo sostanziale possano venire risultati concreti nella riduzione dell’inquinamento e nel dare alle comunità e alle attività industriali gli strumenti necessari per affrontare le sfide climatiche che verranno, creando posti di lavoro, occupazione dignitosa su scala mondiale”.