
Dopo il boom a cavallo del millennio dove, forse, fin troppi si sono buttati nelle aule universitarie, la qualità degli studenti è migliorata. Cala nettamente la quota dei fuoricorso, aumenta la partecipazione alle lezioni, resta la voglia di perfezionarsi all’estero o in stage e tirocini paralleli allo studio.
Nel 2003 i giovani che si laureavano nei tempi previsti erano il 15%: oggi sono il 43%.
Fra i giovani nella fascia 25-34 anni, i laureati sono solo il 21%, contro il 39% della media dei paesi industrializzati. Oggi in Italia solo solo tre diciannovenni su dieci si iscrivono all’università e questo allontana il nostro Paese dall’obiettivo comune che l’Unione europea aveva fissato per gli Stati membri: il 40% di laureati fra i giovani di 30-34 anni entro il 2020.