
“A neanche dieci anni dal processo di stabilizzazione che ha prodotto più di 25 mila regolarizzazioni di rapporti di lavoro, il comparto è nuovamente sull’orlo del baratro”, denunciano i sindacati.
Tanti i nodi al pettine a cominciare da “una legislazione sugli appalti che non tutela il lavoro e che fa del massimo ribasso l’unica regola”, da una forte spinta alle delocalizzazioni e da crisi occupazionali gravissime con migliaia di lavoratori in regime di ammortizzatori sociali “ma, spesso in deroga, e quindi con coperture economiche limitatissime nella quantità e nel tempo“.
Poche le risposte concrete dalla politica. E’ per questo che lo sciopero di oggi era inevitabile dopo le tante iniziative che si stanno svolgendo a livello locale contro la disoccupazione, la precarietà e l’illegalità.