
I GIOVANI E QUELLA BOMBA DI 40 ANNI FA – L’obiettivo dell’indagine era quello di capire, a quarant’anni dalla strage, cosa è stato trasmesso nella memoria dei giovani e che cosa si deve fare per mantenere il ricordo, affinché non accada mai più. L’indagine – realizzata grazie alla collaborazione della Casa della Memoria, dell’Ufficio scolastico provinciale, dei sindacati Scuola di Cgil, Cisl e Uil Brescia – è stata presentata questa mattina nel Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia.
DUBBI E CONFUSIONE SULLE RESPONSABILITÀ – “L’indagine rileva una conoscenza diffusa dell’evento – hanno spiegato i ricercatori del Censis – anche se non mancano elementi di dubbio e grande confusione. Il 55,7% degli intervistati è in grado di indicare l’anno in cui è avvenuta la strage e il 50,7% ricorda il numero esatto delle vittime. A questo si aggiunge una percentuale superiore al 60% di giovani bresciani che si dichiara al corrente degli sviluppi più recenti delle vicende processuali legate alla strage, conun31,1% che ne ha parlato in famiglia o a scuola, un 26,1% che ha letto notizie su giornali o internet ed un 6% che ha cercato in prima persona informazioni in proposito. Ma alla domanda sulle responsabilità, il 37% le individua nella mafia, il 28% nel terrorismo rosso, il 26% nel terrorismo nero e l’8% nei servizi segreti deviati”.
IL RUOLO DELLA SCUOLA – C’è dunque ancora bisogno di memoria e di portare nella scuola spazi di studio e di approfondimento sistematici su vicende storiche forse troppo recenti per essere considerate organicamente nei libri di testo ma che non per questo possono essere lasciate solo allo spirito di iniziativa dei singoli.