
LA COPERTA CORTA
Oggi i poliziotti in servizio sono 95.000 e sono diminuiti in pochi anni di 15mila unità. “Attraverso meccanismi di ottimizzazione delle risorse e di maggiore efficienza della macchina organizzativa – aveva detto qualche mese fa Il capo della Polizia Alessandro Pansa – cercheremo di rendere meno basso il livello di sicurezza”.
LE DUPLICAZIONI ESISTENTI
La parola chiave è razionalizzazione: promuovendo sinergie tra i presidi territoriali delle diverse forze di polizia si punta a sfruttare al meglio le risorse presenti, evitando duplicazioni: ad esempio, si può chiudere il commissariato di polizia in un territorio dove è già presente una compagnia di carabinieri. Due le direttrici: una interna alla polizia di Stato che prevede una revisione dei presidi delle quattro specialità (stradale, ferroviaria, postale e frontiera), l’altra è concertata con il Comando generale dei carabinieri e porta ad una rivisitazione dei presidi sul territorio. Il progetto è stato inviato a questori e prefetti che dovranno dare un parere entro la prima metà di marzo.
UN PROGETTO CHE NON HA ASCOLTATO
CHI DOVREBBE GARANTIRE LA SICUREZZA NONOSTANTE I TAGLI
In una nota congiunta firmata da Siulp, Sap, Siap, Anfp, Silp-Cgil, Ugl Pds, Coisp, Consap e Uil Polizia, i sindacati lamentano di essere stati informati a cose fatte, vale a dire “dopo che era già stata predisposta una blindata volontà di procedere ad una chiusura selvaggia dei presidi”. Protestano perché il progetto “non fa alcun riferimento a come poter garantire il territorio e la sicurezza dei cittadini in quei luoghi – e sono tanti – nei quali verranno soppressi i presidi; perché non tiene conto delle aspettative del personale; perché non esiste una volontà di chiarire come e a favore di chi verranno utilizzate le centinaia di milioni di euro di risparmio”.
La questione verrà posta con forza al riconfermato Ministro dell’interno, perché in gioco – affermano i sindacati – c’è la sicurezza dei cittadini e dei diritti dei poliziotti.