
COSA STA SUCCEDENDO – A seguito di una delibera varata dalla vecchia Giunta regionale guidata da Roberto Formigoni il 28 dicembre 2012, dall’inizio di giugno – in tutti gli ospedali della Lombardia – per 55 interventi di mini chirurgia finora eseguiti gratuitamente si devono pagare 66 euro di ticket.
IL BALLETTO DELLE DICHIARAZIONI – La questione è al centro di una serie di dichiarazioni che coinvolge tute le forze politiche. Se i partiti che ieri sostenevano Formigoni e oggi la Giunta guidata da Roberto Maroni si esercitano in giustificazioni varie, l’opposizione attacca il Presidente e gli ricorda che in campagna elettorale aveva promesso il blocco dell’aumento del ticket.
LA REAZIONE DELLA CISL – “Questo balletto di dichiarazioni deve essere chiuso da un ‘no’ secco, chiaro e determinato del Presidente della Giunta. Nuovi aumenti dei ticket sanitari sono semplicemente inaccettabili – ha dichiarato Gigi Petteni, Segretario generale Cisl Lombardia – e rischiano di esasperare la situazione, rendendola ingestibile. La crisi sta stremando le famiglie lombarde e già oggi i costi della sanità costringono troppi cittadini a rinunciare alle cure per la propria salute e alla prevenzione, con conseguenze per l’intero sistema. Quando diciamo che la coesione sociale è al limite denunciamo una situazione molto preoccupante, che non può essere sottovalutata. Ogni soggetto deve sentirne il peso e la responsabilità e agire di conseguenza”.
APRIRE UN CONFRONTO – “Sarebbe inoltre necessario – ha concluso Petteni – aprire un confronto su come diminuire il costo dei ticket, impegnandosi tutti a costruire proposte che comincino ad alleviare il peso ormai durissimo di questa crisi sui lavoratori e le loro famiglie”.