
“In questa delicata fase non vogliamo essere né tifosi, né correttori di bozze – affermano Petteni, Armelloni e Ottolini –. Il compito di chi sta, come noi, nella terra di mezzo è quello di ridare dignità e senso al futuro delle persone, di creare una forte interazione tra le istituzioni e gli attori sociali”.
“La Lombardia si avvia a chiudere l’anno con 400mila disoccupati – aggiungono -. Abbiamo di fronte lo scenario di una regione in cui giovani senza occupazione e pensionati che non riescono ad arrivare alla fine del mese sono sempre più numerosi”. Da qui la sollecitazione di Cisl, Acli e Confcooperative regionali affinché “Qualunque progetto sociale, qualunque azione politica e qualunque ipotesi di governo facciano del lavoro la questione centrale”.
“Lanciamo un appello a tutto il mondo del sociale per un nuovo agire comune – affermano Petteni, Armelloni, Ottolini -. Vogliamo stringere alleanze con chi sceglie il lavoro come snodo centrale, nel segno di una minore autoreferenzialità e di un maggiore protagonismo degli attori sociali”. Tra le “pagine nuove” che la Lombardia sarà chiamata a scrivere nei prossimi mesi, Cisl, Acli e Confcooperative regionali indicano la definizione di un nuovo “Patto per il welfare”, che affermi il valore di un nuovo mutualismo e della contrattazione. Petteni, Armelloni e Ottolini hanno quindi affermato: “Non abbiamo bisogno di un uomo solo al comando.
La Lombardia e il Paese hanno bisogno di una nuova legislatura che diventi una rifondazione economica e sociale, che avvii un percorso a partire da un progetto politico e istituzionale di discontinuità con modelli che si sono dimostrati inadeguati nell’affrontare la crisi economica, sociale, etica e civile”. “Un progetto che veda la Lombardia capofila – hanno aggiunto -. Per fare questo è indispensabile una maggiore partecipazione e un maggiore coinvolgimento degli attori sociali”.