
Un mercato calzaturiero sempre più schiacciato tra la crisi economica e la dura competizione determinata dalla quasi totale delocalizzazione delle produzioni del calzaturiero, sta mettendo a rischio le prospettive di una significativa realtà della Bassa bresciana che nei due stabilimenti occupa 355 addetti.
La tutela garantita fino ad oggi dagli ammortizzatori sociali si sta esaurendo e la riluttanza degli istituti di credito ad entrare nel merito dei piani di riorganizzazione aziendale sta mettendo in seria difficoltà il futuro dell’azienda, che pure sarebbe ancora in grado, ad oggi, di soddisfare commesse di lavoro.
Le trattative con le banche che si protraggono dal mese di aprile risultano tuttora inefficaci mentre sta divenendo sempre più critica la situazione delle lavoratrici e lavoratori che non ricevono gli stipendi arretrati e hanno difficoltà ad ottenere gli anticipi dei pagamenti diretti della cassa integrazione.
Domani tre autobus partiranno da Calvisano e altri lavoratori giungeranno a Brescia con propri mezzi per manifestare e rompere il silenzio caduto sul futuro della fabbrica, facendo sentire il disagio di intere famiglie della Bassa bresciana esasperate da una situazione di incertezza che si trascina da troppo tempo.