
“La legge 328/2000, intitolata Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, doveva definire un sistema nazionale di tipo universalistico, da integrare con quello sanitario e fortemente partecipato dai corpi intermedi come il Terzo settore e la cooperazione; lo strumento attorno al quale costruire i processi di programmazione e di innovazione degli interventi doveva essere il Fondo nazionale politiche sociali”.
Un progetto che è stato privato di ogni possibilità di riuscita dal continuo e drammatico taglio delle risorse operato a partire dal 2008. Da allora ad oggi il Fondo per le politiche sociali è passato da 929 a 70 milioni di Euro, il Fondo politiche per la famiglia da 346 a 52; il Fondo affitto da 205 a 34; il Fondo politiche giovanili da 137 a 32 milioni di Euro.
“Sempre meno il Welfare sarà gratuito e assicurato dallo Stato – conclude il Segretario Cisl Giovanna Mantelli nel suo articolo – sempre più sarà a carico del cittadino e della famiglia o almeno compartecipato. Da questo quadro sconfortante nasce l’esigenza per il sindacato di affiancare alla sua tradizionale attività di contrattazione una vera e propria contrattazione sociale con i singoli Comuni, azione svolta con incisiva efficacia dai sindacati dei pensionati, e nei Piani di Zona, con una presenza costante della Cisl, per garantire quantità, qualità, sostenibilità ed equità dei servizi di Welfare, a garanzia dei lavoratori e pensionati e loro famigliari”.