
A regime si lavorerà su 18 turni (3 al giorno su 6 giorni), con una settimana di 6 giorni lavorativi e la successiva di 4 giorni, l’azienda potrà chiedere di lavorare al sabato e fino a 120 ore di straordinario (80 in più di quelli attuali). Sono previste anche la riduzione delle pause da 40 a 30 minuti con la monetizzazione in busta paga dei 10 minuti tagliati, norme per contenere l’assenteismo, la clausola di responsabilità in base alla quale chi non rispetta gli accordi verrà sanzionato in termini di contributi e permessi sindacali.
Non ci saranno più leRrsu, ma le Rsa (rappresentanti sindacali aziendali) che verranno nominate dalle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto sulla base di quanto previsto dall’articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori. In questo modo la Fiom, non avendo firmato, resterà fuori dalle fabbriche.
Il nuovo contratto di lavoro del gruppo sarà sottoposto al vaglio dei lavoratori in assemblee tra dicembre e febbraio. Prima di Natale sarà sottoposto all’approvazione delle Rsu.
Per il Segretario generale della Fim Cisl, Renato Farina, “il contratto definisce trattamenti salariali e normativi unici e comuni per tutti i dipendenti, ed ha contenuti positivi e vantaggiosi per i lavoratori, definisce all’interno di relazioni sindacali più stabili e mature un recinto di regole contrattate, che da una parte confermano i diritti dei lavoratori, dall’altra garantiscono attraverso una maggiore disponibilità alle flessibilità un miglioramento delle condizioni salariali”. (ildiariodellavoro.it)