
Secondo i piani aziendali, 120 posti di lavoro verranno meno nella primavera del prossimo anno per l’area di produzione di dispositivi coronarici, mentre nel 2013 l’unità produttiva di Roncadelle perderà altri 180 dipendenti per il trasferimento in Messico delle linea di assemblaggio.
La multinazionale motiva questo drastico piano di ristrutturazione con l’obiettivo di “trasformare il sito bresciano in un centro di eccellenza per lo sviluppo di tecnologie mediche nel settore delle malattie vascolari periferiche”. Un progetto ambizioso che in termini occupazionali ha però un prezzo altissimo e ricadute sociali su larghissima scala. Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil metteranno a punto la risposta sindacale nell’assemblea di venerdì con i lavoratori.