Avevano promesso mari e monti, ma la realtà è ben diversa, con tagli pesanti ai servizi sociali e ai servizi alla persona. Sono i primi risultati del federalismo che la Cisl di Brescia e la Federazione dei pensionati denunciano senza mezzi termini. “Avevano promesso che col federalismo sarebbero arrivate più risorse per gli Enti Locali – scrivono Cisl e Fnp in un comunicato congiunto – che i cittadini avrebbero pagato di meno per i servizi, che i Comuni più virtuosi sarebbero stati premiati concedendo loro più autonomia di bilancio. Di fatto stiamo assistendo a meno trasferimenti dallo Stato agli Enti Locali (quasi 23 milioni di euro in provincia di Brescia secondo lo studio condotto dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani); al ricorso, sempre più frequente, all’imposizione dell’addizionale IRPEF da parte di Comuni fino ad ora esenti e all’aumento della percentuale per i Comuni che già l’applicavano. Si registra la persistenza dei vincoli imposti dal patto di stabilità che, di fatto, impediscono anche ai Comuni “virtuosi” di utilizzare le risorse disponibili; si conferma la tendenza sempre più diffusa a richiedere ai cittadini una maggiore compartecipazione alla spesa per i servizi.
Su tutto questo la Cisl di Brescia e la Federazione Pensionati Cisl esprimono con forza il loro dissenso. Alle Amministrazioni comunali chiedono interventi di tutela delle fasce economicamente e socialmente più deboli, individuando aree di esenzione e/o sostegno sulla base delle reali condizioni di bisogno accertato; un impegno a eliminare sprechi e diseconomie nella gestione del bilancio; azioni di contrasto all’evasione fiscale che consentano il recupero di risorse aggiuntive”.