
“Le fasce deboli non sono più solo quelle rappresentate dagli anziani e dagli immigrati – ha detto Torri al cronista del Giornale di Brescia – ma anche i disoccupati, i single, i giovani senza lavoro o con contratti atipici». Alla proposta di Noè Ghidoni, presidente del Mcl, di escludere dall’addizionale Irpef i redditi più bassi, il Segretario della Cisl risponde con un ragionamento più ampio: “Attraverso al contrattazione sociale il sindacato è costantemente impegnato a discutere con le amministrazioni locali la predisposizione di politiche e servizi, con l’obiettivo di attenuare l’impatto che la pesantissima crisi economica riversa sulla popolazione. Che poi questa attenzione per le fasce sociali più deboli passi attraverso lo strumento dell’esenzione o del sostegno poco cambia. L’importante è che sia efficace”.
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Metrobus: per i costi di gestione il Comune pensa all’addizionale Irpef
2 min per leggere questo articoloPubblicato il 15 Giugno 2011