Bialetti. Obiettivo Fim: salvare il lavoro
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Bialetti. Obiettivo Fim: salvare il lavoro

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Pubblicato il 21 Maggio 2011

Anche sulla crisi della Bialetti Industrie è partita la grande disinformazione di marca Fiom che segue un copione già scritto. Il confronto è stato avviato ed è in quella sede che sono state ufficializzate le intenzioni industriali della Bialetti: passare dal pentolame (che l’azienda non riesce più a vendere) alle cialde di caffè. Ristrutturazione pesante con pesanti ripercussioni sull’occupazione: 50 i posti di lavoro confermati, 85 gli esuberi da accompagnare con tutti gli strumenti disponibili al reimpiego. La Fiom: non c’è un piano industriale serio, non ci sono garanzie, si chiede ai lavoratori di licenziare altri lavoratori. La Fim: bisogna salvare il lavoro che c’è, contrattare e discutere su tutto per garantire ai lavoratori tutto ciò che il sistema degli ammortizzatori sociali prevede e tutto ciò che è possibile strappare all’azienda per accompagnare ad una nuova occupazione gli esuberi. Da una parte le barricate – con gli effetti noti, purtroppo, che hanno nome Cacciamali e Federal Mogul – e dall’altra la responsabilità di salvare i posti di lavoro che è possibile salvare.
Ancora una volta Brescia vede dispiegati chiaramente due modelli sindacali. Dove conducono lo dice, a chiunque abbia un poco di memoria e a chiunque non si lasci vincere dalle pigrizie della mente, la recente storia economica e sindacale della nostra città e della nostra provincia. Sulla vertenza aperta alla Bialetti e sulle posizioni che vanno delineandosi, la Fim Cisl Brescia ha diffuso un documento molto articolato che entra nel merito di tutte le questioni aperte. Partendo dalla vendita degli impianti che nella fabbrica di Coccaglio servivano allo stampaggio e alla verniciatura del pentolame.

La Fim Cisl sulla vertenza Bialetti