
“La prova muscolare della Fiom è solo apparentemente senza ombre – ha commentato a caldo Stefano Olivari della Segreteria della Fim Cisl di Brescia – Impedendo ai lavoratori di votare, la Fiom ha dimostrato in realtà di temere il giudizio dei lavoratori espresso nel segreto dell’urna. Noi eravamo pronti ad accettare qualsiasi decisione espressa dai lavoratori: la Fiom evidentemente no”.
Cosa succederà adesso? “Difficile dirlo – conclude Olivari – ma certo la Fiom Cgil si è assunta una responsabilità gravissima. La nuova società aveva detto che senza accordo sindacale avrebbe ritirato la sua offerta, per cui da domani non ci saranno più solo 56 lavoratori da ricollocare (accompagnati con tutti gli ammortizzatori sociali disponibili) secondo l’ipotesi di intesa che la Fim Cisl aveva sostenuto, il rischio è che ci siano 146 lavoratori della Cacciamali definitivamente a spasso, con l’aggiunta dei 18 della Bus Carpenteria che senza il traino del rilancio Cacciamali non riuscirebbe da sola a stare sul mercato”.
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Fiom Cgil boicotta il voto sull’accordo Cacciamali. A rischio 164 posti di lavoro
2 min per leggere questo articoloPubblicato il 16 Aprile 2011
