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«Usciamo dalla crisi con un nuovo modello»
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«Usciamo dalla crisi con un nuovo modello»

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Pubblicato il 23 Febbraio 2009

«Un mondo globalizzato è un luogo in cui, una volta tanto, il desiderio di responsabilità morale e gli interessi della sopravvivenza coincidono e si fondono. La globalizzazione è, tra le altre cose (forse soprattutto), una sfida etica». Sono parole del filosofo Zygmunt Bauman, citato ieri da Francesco Saottini, segretario generale della Femca Cisl di Brescia, in apertura del terzo congresso del sindacato dei lavoratori della moda, del tessile e della chimica-gomma. Una relazione di spessore, quella di Saottini, che non ha eluso la cronaca sindacale, ma ha chiesto nello stesso tempo ai delegati di volare alto, contribuendo per quanto possibile alla costruzione di «un nuovo modello di sviluppo».

I numeri di una crisi senza precedenti

Il segretario generale della Femca bresciana non nasconde la preoccupazione, ma neppure la speranza. La crisi certifica forse la fine di un certo modello economico («concentrato sull’individuo e non sulla persona») ma, nello stesso tempo, apre prospettive nuove e forse imprevedibili.

Certo, proprio la globalizzazione citata in apertura ha messo in ginocchio il tessile bresciano («ormai siamo al capolinea» ha detto Saottini) e sta colpendo duramente la moda e la chimica. Nel settore del tessile-moda, ha spiegato il segretario, l’Istat dice che nel 2004 avevamo a Brescia 2.509 unità locali per 22.290 addetti, mentre nel 2001 c’erano 2.717 imprese per 24.779 lavoratori. E, se risaliamo al 1991, scopriamo che le aziende del settore erano 3.865 e i dipendenti 39.902. Si tratta quindi di numeri «da declino inarrestabile». E, infatti, «le imprese che venivano da anni di difficoltà stanno crollando». L’ultima in ordine di tempo è stata la Henriette di Castenedolo, per la quale è stata confermata la messa in liquidazione.

Rispetto al 1991, il comparto della gomma-plastica bresciano è, al contrario, nettamente cresciuto: 9.500 addetti, con un incremento del 46% rispetto agli inizi degli anni Novanta. In crescita anche i dipendenti delle aziende che fabbricano prodotti chimici e fibre sintetiche artificiali (1.900 addetti, +8% sul 1991). A Brescia sono presenti aziende di eccellenza, come la Invatec di Roncadelle, Torbole e Concesio (600 lavoratori complessivamente) che opera nella produzione di apparecchiature per l’esplorazione e la cura dell’apparato cardiovascolare.

«Ma proprio in questi settori – ha sottolineato Saottini – la crisi sta colpendo duramente». Il segretario della Femca ha citato il caso più spinoso, quello della Cf Gomma di Passirano: è in programma per venerdì un incontro con la direzione aziendale che presenterà un piano industriale «che si prevede durissimo, con conseguenze pesanti anche per il sito bresciano». Per non parlare della situazione delicatissima della Caffaro Chimica in liquidazione, e del «netto calo di volumi produttivi per tutte le imprese che producono guarnizioni industriali nella valle dell’Oglio».

Tutto il settore della chimica sta soffrendo, «anche perché l’Italia non si è dotata di un piano strategico».

Le divisioni nel mondo sindacale

E tutto questo viene affrontato in un momento particolare «segnato – ha detto Saottini – da una divisione tra le più profonde della storia del movimento dei lavoratori, con la Cgil che si sente depositaria dell’unica verità sindacale e che abbandona i tavoli al momento della firma». Il segretario ribadisce che «la Cisl è animata solo dalla solidarietà, dalla giustizia sociale e dal riferimento alla centralità della persona». Da qui anche la valutazione positiva della riforma del sistema contrattuale, bocciata invece dal segretario generale della Filcem Cgil di Brescia, Dario Filippini, intervenuto ieri al congresso: «Lasciamo votare i lavoratori – ha detto Filippini – perché questo accordo è dannoso per i dipendenti». Ma l’ipotesi del referendum unitario è già stata bocciata a livello nazionale.

Proprio pensando alla necessità di superare le divisioni, la Femca di Brescia ha scelto «Insieme è possibile» come slogan del congresso. «Dobbiamo impedire – ha detto il segretario – che si costruiscano confini tra chi è dentro e chi viene buttato fuori, scegliendo la strada della solidarietà e rifiutando il si salvi chi può». Per questo, al termine della relazione, Saottini ha citato don Milani: «Ho capito che il problema degli altri è uguale al mio. Uscirne insieme è politica, uscirne da soli è avarizia».

Oggi il congresso della Femca si chiuderà con la conferma della segreteria uscente: oltre a Saottini, i tessili-chimici Cisl sono guidati da Giuseppe Marchi, Gennaro De Troia e Maria Rosa Mondini