“La mano della partita di oggi la vinciamo noi”. È visibilmente soddisfatto Giorgio Caprioli per la buona riuscita dello sciopero nazionale dei metalmeccanici. Le notizie che giungono dalla varie piazze d’Italia lo confermano e il segretario generale della Fim Cisl vuole farlo sapere ai quarantamila lavoratori riuniti in piazza Duomo a Milano. Da dieci anni non si vedeva una manifestazione unitaria delle tute blu sfilare lungo le vie della metropoli lombarda per chiedere il rinnovo del contratto nazionale. Il successo dello sciopero e l’alta partecipazione diventano ora un punto di riferimento certo per spingere verso una positiva conclusione della vertenza.
“Noi chiediamo aumenti salariali ragionevoli per tutti i lavoratori, con un’attenzione particolare per coloro che non hanno la contrattazione aziendale e hanno bisogno di solidarietà – ha spiegato nel comizio conclusivo il leader della Fim -. Il contratto è scaduto da nove mesi e Federmeccanica non si è mossa di un passo dalla sua offerta iniziale di 60 euro di aumento. Ora vogliamo fatti concreti. È inutile che ci dicano che siccome c’è la crisi non possiamo fare nulla. La crisi non si risolve bloccando il salario dei lavoratori, senza soldi chi le compra le merci che si producono?”. Due le risposte che il sindacato si attende dalla ripersa delle trattative del 4 ottobre: l’innalzamento dell’offerta economica e l’accelerazione del confronto.
Certo, il percorso per arrivare alla fine non sarà facile. “Il nostro contratto non ce l’hanno mai regalato, ce lo dobbiamo conquistare. Per questo prepariamoci ad un altro mese di scioperi articolati – ha detto ancora Caprioli -. Basta straordinari, basta flessibilità e sabati lavorativi. Dobbiamo essere consapevoli che oggi non è la spallata decisiva”.
Per costringere Federmeccanica a sostanziare con un’offerta adeguata la propria affermata volontà di fare il contratto, è importante che Fim, Fiom e Uilm continuino la loro battaglia restando uniti. “Il fondamento dell’unità sarà il merito. Pur partendo da posizioni diverse abbiamo creduto nella positività della discussione, un bene prezioso da conservare”.
Sono oltre 500mila i metalmeccanici lombardi interessati al rinnovo del contratto nazionale di lavoro e folte delegazioni sono giunte nel capoluogo da tutta la regione in numero superiore alle ventimila presenze previste. Oltre 150 i pullman, 30 dei quali dalla sola Brescia. Decine e decine gli striscioni delle fabbriche, una marea le bandiere, con una presenza della Fim particolarmente marcata. Un corteo animato e colorato ha attraversato il centro cittadino, accompagnato da musica e ritmato dai numerosi slogan per il contratto, ma anche contro il governo. E contro il presidente del consiglio che dipinge tutto di rosa si è espresso anche Caprioli durante il suo intervento. “C’è chi dice che la crisi non c’è, ma forse è difficile vederla dal suo osservatorio – ha detto -. Stiamo perdendo migliaia di posti di lavoro anche nelle regioni ricche mentre ci sono realtà come la Stm dove per mancanza di iniziative serie per lo sviluppo non è possibile assumere 1.500 persone da inserire in un settore innovativo”. (Costantino Corbari)