Il tessile e la Lega: un risveglio molto sospetto
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Il tessile e la Lega: un risveglio molto sospetto

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Pubblicato il 15 Marzo 2005

La lega Nord chiede l’introduzione dei dazi e attacca il sindacato dopo lo sciopero proclamatao in difesa del settore tessile. La Cisl di Brescia e la federazione di categoria hanno diffuso in proposito il seguente comunicato:

Leggiamo stupiti dai quotidiani locali il comunicato stampa della Lega Nord Padania relativo allo sciopero dei lavoratori tessili dell’otto marzo.

Stupore non tanto per la proposta sull’introduzione dei dazi doganali come risoluzione del problema: sono opinioni e le rispettiamo, anche se noi pensiamo però che, purtroppo, la complessità dei problemi in campo non sia risolvibile con qualche battuta.

Spiace però che la Lega approfitti del disagio di tante famiglie, coinvolte dalle numerose crisi, per farsi un po’ di propaganda politica.

È strano che un partito che sta al Governo, perciò nella condizione migliore per tentare di affrontare i problemi, non sappia fare altro che polemizzare con il sindacato colpevole di chiedere tutele per i lavoratori, prospettive per l’impresa e il lavoro.

Non sappiamo dove siano stati i dirigenti leghisti in questi anni di difficoltà: noi che c’eravamo, e ci siamo, non li abbiamo mai visti assumere un’iniziativa sensata, fare una proposta costruttiva, e sarebbe fin troppo facile ricordare le loro responsabilità, oltre che a Roma anche a Milano e nella Provincia di Brescia. Cosa hanno fatto questi signori quando gestivano l’assessorato al lavoro e noi come sindacato rivendicavamo con forza interventi a livello locale?

La Lega Nord a Brescia e per il territorio bresciano non ha fatto niente.

In altre Province il sindacato ha potuto rappresentare nelle sedi istituzionali le proprie ragioni e ottenere ai lavoratori tutele e interessamento vero ai loro problemi. Come Cisl e Femca abbiamo insistito nei confronti di tutti affinché ci fosse una sede anche a Brescia nella quale discutere i problemi del tessile e abbigliamento: peccato che la Lega, tra sagre e gazebo, avesse altro da fare

Viene da chiedersi se non sia la prossimità delle elezioni ad avere risvegliato qualcuno rispetto ai problemi delle lavoratrici e lavoratori del settore. Ma se anche così fosse, ben venga questa ondata di attenzione, a patto che si dimostri con i fatti la volontà di risolvere i problemi, ed è per questo che noi attendiamo la convocazione al tavolo istituzionale di tutte le parti coinvolte, affinché insieme si riescano ad affrontare i problemi. Altro non ci interessa, e pensiamo non interessi nemmeno ai lavoratori.