Immigrazione. Presidio al ministero di CGIL CISL e UIL
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Immigrazione. Presidio al ministero di CGIL CISL e UIL

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Pubblicato il 6 Maggio 2003

Le relazioni sindacali con il Ministero del Welfare sono generalmente complicate e difficili ma, sul tema dell’immigrazione, esse risultano da molti mesi totalmente inesistenti. E questo, malgrado l’importanza dei temi da trattare: dai contenuti del regolamento di attuazione della Legge (ancora in predicato); al tema della gestione dei flussi migratori; al problema dell’incontro tra domanda ed offerta di lavoro, complicata nei casi di stranieri che abbiano modificato il proprio rapporto di lavoro dopo l’avvio della pratica di regolarizzazione.

Il governo non ha sentito il bisogno di incontrare le organizzazioni sindacali, neppure in occasione della programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori stagionali extracomunitari: un’occasione in cui sarebbe stato importante rinnovare il protocollo d’intesa tra le forze sociali per una gestione oculata e tempestiva del lavoro stagionale.

L’assenza totale di confronto del Ministro Maroni con le Organizzazioni sindacali è peraltro speculare ad un suo comportamento ostruzionistico di tutte le buone pratiche che vengono concertate con il Ministro dell’Interno e con le Prefetture sul territorio.

Ciò si è verificato, da ultimo, con la circolare del 3 aprile scorso sul subentro di un nuovo datore di lavoro, nei casi di cessazione del rapporto di lavoro originario per il quale era stata chiesta la regolarizzazione. Ciò si verifica  per quanto riguarda la gestione dei flussi regolari che è così carente da costringere gli stessi imprenditori (del Nord-Est o della piana di Caserta) a manifestare contro il ministero per poter utilizzare lavoratori stranieri assolutamente indispensabili in alcuni settori.

Se si pensa che, a metà aprile, risultavano evase a livello nazionale non più del 10% delle pratiche di richiesta di regolarizzazione, si può comprendere in quale condizione di incertezza vengano tenuti centinaia di migliaia di lavoratori e per quanto tempo ancora.

Il Sindacato ha criticato e critica la legge Bossi-Fini e ne ha da tempo denunciato l’impostazione ostile e discriminatoria verso gli immigrati, ma certo non si sarebbe mai aspettato un ostruzionismo irresponsabile della sua applicazione proprio da chi l’ha  firmata.

Ora, dopo la mobilitazione realizzata a livello territoriale nei mesi di marzo ed aprile, e vista l’urgenza di affrontare con il Governo temi non più eludibili (tra cui la possibilità di rientro temporaneo in Patria per l’immigrato ne faccia richiesta), Cgil, Cisl, Uil daranno vita giovedì 15 maggio ad un presidio di protesta  davanti al Ministero del Welfare a Roma; il presidio inizierà alle 10 e terminerà alle 14.